Edizione 2015

1010

//GERMANIA//

Polacco di origine ma tedesco d’adozione, 1010 conserva un’identità misteriosa che ama definire attraverso il suo lavoro astratto sullo sfondamento illusorio della superficie: i suoi holes, abyss, passage o portals, che aprono evidentemente ad una dimensione ulteriore. Sequenza binaria, nata quasi per caso all’inizio del suo lavoro, il nome 1010 parla della passione dell’artista per i numeri e le citazioni rubate all’immaginario collettivo visuale e giornalistico, con cui ha cominciato. Diverso invece lo stile che lo ha reso famoso: tra l’oggetto ludico, la curva di livello, il cromatismo “a strati”, il linguaggio dell’artista si lega alle superfici andando sempre oltre di esse e giocando con la fantasia dell’osservatore che si ritrova a leggere familiari citazioni visive dal mondo infantile. Asso nella manica e segreto dell’esecuzione, sono le ombre che, insieme alle curve di livello, lasciano sospettare una formazione architettonica dell’artista. La sua partecipazione a Memorie Urbane è un’anteprima italiana assoluta.

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108

//ITALIA//

Guido Bisagni, in arte 108, nasce ad Alessandria nel 1978. Come altri illustri colleghi, inizia a fare graffiti in strada, in Italia e nelle principali capitali europee, ma presto matura uno stile artistico personale e originale, con cui è conosciuto in tutto il mondo ed apprezzato da tutti i maggiori esperti di arte urbana. Astratto e poetico, lascia sui muri le tracce di una riflessione profonda, fatta di un immancabile segno nero che riempie forme immaginarie e di colori che sgorgano fuori come da piccole fratture nella pietra. Opere che scomodano un immaginario tribale, quasi ancestrale, che si solidificano in installazioni 3d sui temi delle forme naturali, come quella dell’albero, e artificiali, come i volumi puri. Ha realizzato muri in Italia e all’estero e riesce ad avere anche tre esposizioni personali contemporaneamente. Molto attesa è la sua prima partecipazione al festival Memorie Urbane.Protagoniste indiscusse dei suoi lavori sono donne di carattere, bambine arrabbiate, impertinenti, curiose e solitarie. Nonostante i suoi personaggi suscitino nello spettatore sensazioni di dolcezza e sensualità, la sua volontà d’espressione va ben oltre. Le sue opere sono, infatti, un inno alla donna in quanto individuo indipendente, capace di affrontare ogni situazione o difficoltà.

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ADOMAS ZUDYS AWK

//LITUANIA//

Adomas Zudys, lituano di nascita, diventa AWK dopo aver completato il Business Degree ed essersi trasferito a Berlino. Rapito all’interno del Panke collective art space, nel centrale quartiere di Wedding, AWK comincia la sua esplorazione all’interno del mondo dello stencil, non tanto come strumento per veicolare messaggi politici o di protesta ma catturato dalla potenza estetica della tecnica stessa. Nemico dichiarato delle “macchine per tagliare”, realizza i suoi stencil di matrice realista a mano, con 30/40 ore di taglio per ogni opera, che nasce di solito come lavoro su tela. Con il gruppo Panke ha condotto sperimentazioni artistiche nel campo della videoarte e della tecnica VJing, suggestioni digitali che stanno influenzando anche il suo lavoro su carta. Per la prima volta in Italia, ha realizzato due interventi a Gaeta in collaborazione con Vlinius Street Art Festival.

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ALIAS

//GERMANIA//

ALIAS e il suo universo umano compaiono sui muri come esplicite e improvvise rivelazioni. Con la tecnica dello stencil costruisce scenari emotivi che sottraggono senso alla realtà e lo racchiudono nell’opera figurativa per farlo rimbalzare prepotentemente contro lo spettatore. Intimista, suggestivo, ironico o irriverente, l’artista si muove all’interno di uno scenario urbano stratificato, senza temere confronti e portando a riflettere. I suoi lavori sono protagonisti di tutte le raccolte di artisti made in Germany; ha esposto in diversi paesi europei per mostre personali e collettive e ha realizzato muri in diverse parti del mondo.

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APOLO TORRES

//BRASILE//

Artista tradizionale di matrice illustrativa, Apolo Torres sembra solo prestato alla street art, a cui non si dedica per istinto ma dopo lunghe riflessioni svolte in studio, lavorando alle sue tele. Ironico caricaturista, costruisce personaggi che sui muri sembrano cominciare una vita autonoma, che proseguono in giro per il mondo, o soggetti iconici fermati nella ricerca di qualcosa di importante. Spesso sono finemente studiati anche gli sfondi, in una riproposizione mediata del lavoro dell’artista su tela. Poetiche ed ispirate, le composizioni promuovono un approccio meditativo, ironico e quasi onirico al mondo illustrato. Per la prima volta sarà in Europa, ospite del festival Memorie Urbane.

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BETZ

//POLONIA//

In coppia con Sainer nel duo Etam Cru, Bezt nasce in polonia nel 1987 e studia pittura, serigrafia, illustrazione e grafica all’Accademia di arte di Lodz. Figurativo e onirico, Bezt dà vita ad un’umanità inquieta dalle forme incomplete e dagli sguardi spesso persi nel vuoto. Artista di derivazione surrealista, crea composizioni dalle caratteristiche di senso spesso invertite, giocando con tonalità cromatiche seducenti ma distanti dalle tinte reali. Ha realizzato con gli Etam Cru un bellissimo lavoro murale per Memorie Urbane 2014 e torna nell’edizione 2015 per stupire con la sua partecipazione singola.

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BTOY

//SPAGNA//

Nata a Barcellona nel 1977, Andrea Michaelsson è attiva sulla scena street con il nome di BTOY. Si forma studiando fotografia ed è influenzata dalla tecnica del ritratto di Cartier-Bresson e dall’iconografia delle dive di Hollywood, come Clara Bow e Louise Brooks, che l’artista ama particolarmente. Multi-media artist, ispirata alla pop art, mescola stencil, acrilici, spray ed elaborazione digitale. Assidua frequentatrice della strada, che preferisce all’attività artistica in studio, ha collaborato con diversi artisti, sul tema dell’immagine della donna come simbolo, icona e messaggio di potenza di genere. Grande curiosità per il suo primo lavoro in Italia, a Memorie Urbane 2015.

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CASE MACLAIM

//GERMANIA//

Le mani più famose della street art portano il nome di Andreas von Chrzanowski, aka CASE e della MACLAIM CREW da lui fondata nel 2000, per portare un genere di immagine “fotorealistica” in strada Come un sole riflesso nell’acquaragia, i colori di CASE si specchiano nell’aria cangianti e sfumati, senza essere intrappolati nei contorni definiti di un realismo che lascia stupefatti, ma volanti. Messaggi di volta in volta veicolati dal gesto, le movenze, le pieghe della mano o da volti e corpi che si impongono nello spazio. Protagonista della scena tedesca, l’artista ha realizzato muri in diverse città del mondo. Per la prima volta arriva in Italia, ospite di Memorie Urbane.

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DAVID WALKER

//INGHILTERRA//

Artista di casa a Londra, David Walker è famoso per i suoi ritratti femminili fatti di colori e di emozioni. Alternando una fitta attività in studio alla realizzazione di murales in esterno, D. Walker ha creato un personale marchio di fabbrica, amato dal pubblico di tutto il mondo. Senza far uso dello stencil ma solo con l’utilizzo degli spray, l’artista realizza ombre, linee e texture con sapiente maestria, creando un immaginario ricco di citazioni e riferimenti visuali. Ha esposto nelle principali capitali ed ha realizzato muri in giro per il mondo. Anteprima italiana per Memorie Urbane 2015.

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DOA

//SPAGNA//

Doa nasce in Galizia nel 1986 e si forma prima come fotografa presso l’EASD Pablo Picasso a La Corua e poi come artista in senso più tradizionale. Poliedrica e multidisciplinare, utilizza le tecniche più disparate: disegno, incisione, pittura murale, installazioni, lavorando in alcuni casi in collaborazione con artisti a lei affini, come Liqen, in Messico o Pablo S. Herrero, con cui ha realizzato un suggestivo murale a Salamanca. La sua riflessione artistica è concentrata sui concetti di spazio, natura, silenzio e sulla dicotomia tra pieno e vuoto, tra fine e rinascita.

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ECB

//GERMANIA//

Hendrik “ECB” Beikirch nasce a Kassel nel 1974. Comincia a fare graffiti in strada fin da adolescente e poi prosegue con studi sulla didattica dell’arte. Intenso ritrattista, colpisce per la forza dei suoi personaggi, ricchi di storie da raccontare e silenziosi custodi dell’interiorità dell’artista, realizzata in scala monumentale. Lavoratori, pensatori, un’umanità vissuta e disillusa che si integra alla perfezione con i brani di città che questi sguardi sorvegliano. Lontano dai clamori della cultura visual , ECB sorprende per la sua capacità di portare a riflettere sulla condizione umana dell’esistenza, con una tecnica semplice ma di grande effetto. Prima italia per l’artista che ha realizzato il murale piú alto al mondo.

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ELIAN

//ARGENTINA//

Elian Chali, classe 1988, nasce e vive a Córdoba in Argentina. Ha realizzato muri per i più importanti festival internazionali e finalmente sarà in Italia per Memorie Urbane 2015. Informale ma segnico, istintuale e geometrico, Elian compie una riuscita sintesi dei diversi linguaggi di derivazione coloristica e pop, riletti in una chiave originale e significativa. Artista giovane ma già “maestro” nella composizione, i suoi muri sono animati da una speciale carica esplosiva e aprono a scenari sempre portatori di nuove scoperte, rispondendo ad una specifica esigenza dello spirito: equilibrio e fantasia.

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ELLA&PITR

//FRANCIA//

Irriverenti illustratori Ella&PItr sono famosi per lo sviluppo orizzontale di alcune loro realizzazioni: pavimenti e terrazzi, la visione è ricercata e studiata, concessa solo da un punto di vista rialzato. Un mondo di giganti, personaggi addormentati o dissoluti angeli contemporanei, che non temono il passaggio dei piedi e si aprono a stratificazioni fatte non di polvere e pioggia ma di fango e suole. Raffinati e controversi, i giovani artisti francesi sono stati per la prima volta in Italia per Memorie Urbane 2015, senza strizzare l’occhio alla storia dell’arte ma con l’intento di costruire castelli di storie tra artisti e spettatore.

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FRA.BIANCOSHOCK

//ITALIA//

“Maybe all this was not street art”. Mette subito le cose in chiaro Fra Biancoshock parlando del suo lavoro come di una forma di “effimerismo” che vive del provvisorio e della provocazione, senza alcuna ambizione all’immortalità fisica. Artista concettuale e impegnato, lavora in maniera dissacrante sui temi dello spazio urbano e delle sue problematiche, con progetti come “Graffiti is a religion”, “Your second chance” o “Basta una mano di bianco”, solo per citare gli ultimi. Ha realizzato più di 550 interventi in giro per il mondo, ha avuto un grande riscontro internazionale l’intervento fatto a Memorie Urbane 2015, chiamato “24/7”.

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FREDERICO DRAW

//PORTOGALLO//

Federico Soares Campos nasce a Porto nel 1988. Street artist poliedrico, architetto ed esperto in Fotografia e Comunicazione, Federico Draw è noto al pubblico internazionale per le sua caratteristica trattazione di volti e soprattutto di sguardi per la creazione di scenari artistici e comunicativi. Una serie di ritratti che non si riducono alla mera rappresentazione ma creano dimensioni ulteriori di stupore, memorie, immaginazione, tutti legati alla potente profondità di uno sguardo. È stato chiamato da Turismo Creativo per la giornata giornata mondiale contro la violenza sulla donna del 25 Novembre 2014 ed ha realizzato intensi muri in 5 città diverse: Arce, Caserta, Fondi, Gaeta e Terracina. Prima volta al festival, è stato nel gruppo di artisti di Memorie Urbane 2015.

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INO

//GRECIA//

Artista muralista Greco, racconta le contraddizioni della società contemporanea con un linguaggio figurativo carico di tensione e inquietudine. I toni chiari e scuri si alternano senza mediazioni, lasciando una scia di ombre che definiscono e danno profondità ai contorni. Rari colori generano sempre contrasti, evidenziando l’intento dell’artista di costruire provocazioni con un linguaggio tra il post-surrealismo classicheggiante e un’onirica metafisica dark. Per la prima volta in Italia, è stato ospite di Memorie Urbane.

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IXUS

//GERMANIA//

Artista proveniente dalla scena illegale tedesca, berlinese, arrivato al festival senza clamori ha realizzato uno degli interventi più importanti, ed illegale, non ha accettato muri ufficiali, ha invece, nel vero spirito street art, cercato i suoi muri e dipinto a notte fonda. L’uccello che svetta su Gaeta nella vecchia vetreria abbandonata non lascia dubbi sulle potenzialità dell’artista che senza mezzi tecnici ha realizzato un’opera dominante la città.

JANA&JS

//FRANCIA//

Intrecciano stencil e fotografia i due famosi artisti francesi Jana e Js, conosciuti in tutto il mondo per i loro piccoli mondi artistici fatti di palazzi intensivi e dei volti e delle persone che molto probabilmente li abitano. Poetiche visioni che realizzano squarci su un’umanità spesso adolescente, fatta di speranza e sogni. Figure accoccolate o rannicchiate come in una dimensione domestica, esposti in esterno come nella condivisione di una condizione esistenziale. Jana e Js hanno esposto in gallerie in giro per l’Europa e realizzato muri e piccole opere in esterno. La loro partecipazione a Memorie Urbane è una prima italiana assoluta.

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LEVALET

//FRANCIA//

Levalet, all’anagrafe Charles Leval, poster artist francese attivo in strada dal 2012. Ha esposto in galleria a Parigi, Montpellier, Grenoble. Il teatro si fa arte ed invade la strada. Sono vere e proprie mise en scéne quelle realizzate da Levalet sui muri delle città francesi. Una street art provocatoria che congela i volti, la gestualità, le posture per raccontare un catalogo di scenari contemporanei o di atmosfere da primo dopoguerra. Queste opere, meglio definite come “paste up”, dalla tecnica a strati con cui sono realizzate, hanno una resa fotografica sulla realtà, che si mette in posa per accogliere la vitalità degli elementi portati sulla scena dall’artista. Ironia pungente e denuncia sociale si alternano nella costruzione di una commedia della vita. Non a caso, l’artista sul principale social network, si definisce “comico”.

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MARTHA COOPER

//USA//

Martha Cooper è la fotografa di riferimento della scena artistica underground newyorkese. Nata nel 1943 a Baltimora, dagli anni settanta ha documentato il lavoro e le opere dei protagonisti della street art internazionale. Figlia del proprietario di un negozio di fotografia di Baltimora, la storia di Martha Cooper con la fotografia è iniziata alla fine degli anni’40, quando il padre le regala la prima macchina fotografia e la porta con lui alla ricerca di immagini. Sessant’anni dopo, Martha Cooper è ancora alla ricerca di immagini, ma nel frattempo, molte opere dal suo archivio sono citate come informazioni e testimonianze cardini della nascita della cultura hip-hop e dei graffiti. Nasce come fotografa stagista presso il National Geographic Magazine negli anni 60, negli anni ’70 approda come fotografa al New York Post. In quel periodo conosce il King “Dondi” che la introduce nelmondo dei graffiti. Le sue fotografie sono apparse nel National Geographic, nelle riviste Smithsoniane Natural History e in diverse decine di libri e riviste. Nel 1984 pubblica Subway Art, che arriva a vendere mezzo milione di copie e si afferma come un libro sacro per gli appassionati, aspiranti artisti e storici dell’arte di tutto il mondo Attualmente vive a Manhattan ed è direttore della fotografia del City Lore, il centro di New York della Urban Culture Folk ed espone nei musei del mondo intero le sue fotografie, continuando a scattarne tutt’ora nei maggiori festival.

MILLO

//ITALIA//

Francesco Camillo Giorgino, in arte Millo, classe 1979, nasce a Mesagne (BR). Si forma con gli studi in Architettura e spazia con la sua professionalità tra la progettazione, il disegno e la pittura. Nel 2011 ha vinto il prestigioso Premio Celeste e nel 2013 ha partecipato al progetto INAttesa, a cura di Turismo Creativo, nel quale ha realizzato una pensilina già molto amata a Terracina. Architetto di giorno e artista di notte, Millo sembra fuggire dalla dimensione urbana per costruire un’umanità a due dimensioni e due colori, dove il bianco e nero sono dominanti. Una sorta di disegno con “flusso di coscienza” per raccontare storie usando il muro come la pagina di un libro. Ha realizzato muri in Italia e all’estero, alterando la percezione dimensionale dello spazio, con una nuova prospettiva riflessiva, astratta e talvolta ironicamente fiabesca.

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MILU CORRECH

//ARGENTINA//

Francesco Camillo Giorgino, in arte Millo, classe 1979, nasce a Mesagne (BR). Si forma con gli studi in Architettura e spazia con la sua professionalità tra la progettazione, il disegno e la pittura. Nel 2011 ha vinto il prestigioso Premio Celeste e nel 2013 ha partecipato al progetto INAttesa, a cura di Turismo Creativo, nel quale ha realizzato una pensilina già molto amata a Terracina. Architetto di giorno e artista di notte, Millo sembra fuggire dalla dimensione urbana per costruire un’umanità a due dimensioni e due colori, dove il bianco e nero sono dominanti. Una sorta di disegno con “flusso di coscienza” per raccontare storie usando il muro come la pagina di un libro. Ha realizzato muri in Italia e all’estero, alterando la percezione dimensionale dello spazio, con una nuova prospettiva riflessiva, astratta e talvolta ironicamente fiabesca.

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MTO

//FRANCIA//

Urban artist francese, cresciuto artisticamente a Berlino, dichiara attualmente la patria di “nowhere” in pieno stile street. Ben armato di bomboletta spray, è specializzato in una versione pop del classico ritratto in black&white di star e sconosciuti, inquadrati in una sorta di cornice fluo. Ha realizzato importanti muri in diverse parti del mondo ed è molto conosciuto e rispettato sulla scena internazionale. Ironico e irriverente è dotato di una stupefacente capacità tecnica e di una forte carica provocatoria. Grande attesa per la sua partecipazione a Memorie Urbane, per la prima Italiana in festival.

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NAFIR

//IRAN//

Nafir è un artista Iraniano autodidatta, nato a Tehran, le cui opere sono influenzate dall’arte e dalla cultura Iraniana tradizionale. Lui stesso si definisce uno street artist “vandalo”, la sua arte si focalizza sui problemi sociali dell’Irran e di tutto il mondo. Nafir inizia a taggare 2008 in strada e col passar del tempo prova a fare lavori veloci a spray su muri affollati in Iran, per combattere contro la censura politica e i problemi sociali.

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NATALIA RAK

//POLONIA//

Natalia Rak, classe 1986, nata in Polonia. Si è laureata in Fine Art a Lodz con specializzazione in Spatial and Poster Design conseguita presso l’atelier dell’artista Sławomir Iwañski. Artista emergente del panorama europeo, ha esposto prevalentemente in Polonia, in mostre personali e collettive. Istinto e colori brillanti, fanno di questa artista una rappresentante della corrente di arte urbana più tradizionale, armata di bombolette e specialista delle sfumature e delle impressionanti rese coloristiche. Interprete di un’umanità imbronciata e sovrappensiero, Natalia Rak è diventata famosa per la sua bambina dalle treccine rosse che innaffia in punta di piedi un albero, strappandolo alla tridimensionalità del mondo reale e trascinandolo all’interno di un mondo fantastico di graziosi giganti a colori. Un percorso artistico segnato da forti potenzialità, da seguire con interesse nel suo sviluppo internazionale.

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PABLO S. HERRERO

//SPAGNA//

Pablo S. Herrero, artista spagnolo dalle mille collaborazioni, con un linguaggio che porta tutti inevitabilmente a mettere radici. Un lavoro che si insinua in ogni spazio libero della superficie; il linguaggio di P. S. Herrero parte da una stilizzazione dell’albero, ricondotto ad una continuità tra apparato aereo e radici, in cui il fusto rappresenta solo un elemento transitorio, come se assorbire (sole, luce) e succhiare (sostanze nutritive) siano le uniche attività degne di nota. In fondo la vita è questo. Herrero lavora con il segno come con una forza vitale, che è tale da reggere il continuo confronto costruttivo con il linguaggio di altri artisti, e1000, David De La Mano, solo per citarne alcuni. E allora i rami seguono colorate forme geometriche, annegano in un rosso tramonto o vanno a determinare le estremità inferiori di ominidi di stampo primitivo. Attivo soprattutto in Spagna, lavora su commissione di privati e gallerie.

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PASTEL

//ARGENTINA//
Pittore ed architetto, di casa a Buenos Aires, Francisco M. Diaz, in arte Pastel, è attivo da diversi anni sulla scena internazionale, con un linguaggio personale e distante dai più diffusi canoni della scena urbana.
Delicato compositore visuale, dai toni appunto “pastel”, stupisce in strada con un linguaggio influenzato da seduzioni naturalistiche orientali. Si intrecciano materia vivente e non vivente, con inattesi giochi di colori che mescolano le tradizionali indicazioni di senso. Una sorta di rinascita spirituale del germoglio di speranza che si nasconde dietro ogni muro di cemento, riandando indietro agli elementi primordiali.

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PICHIAVO

//SPAGNA//

“Conceptual urban poetry”, così il duo spagnolo PichiAvo ama definire il proprio esplosivo lavoro in strada, cominciato nell’ormai lontano 2007. Colorati e poliedrici, citazionisti e appassionati cultori dell’arte, nelle sue forme pratiche e teoriche, PichiAvo lavorano spaziando da una figurazione iper-realista ad una stratificazione segnica di stampo urbano. Una creatività vulcanica che si diverte nella creazione di un dialogo kitsch tra classicismo e contemporaneità, mescolando tecniche, stili e supporti. Hanno aperto il festival Memorie Urbane con un muro che ha stupito anche gli addetti ai lavori e presentato la loro prima mostra italiana: “Urabn Iconomythology”

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PIXEL PANCHO

//ITALIA//

Pixel Pancho, street artist Torinese e un pò spagnolo di formazione, vive tra l’Italia e l’estero portando in giro il suo modo di fare murales, ormai famoso in tutto il mondo. Writers e “vandalo” della prima ora, Pixel Pancho come nome e progetto artistico nasce nel 2001, con una sorta di nuovo contatto e comunicazione tra il mondo umano e quello dei robot, attraverso cui l’artista parla dal punto di vista visuale. Un’entità che ha l’obiettivo di diventare il nuovo Dio e che l’artista sta portando in giro per il mondo, in strada e in diverse gallerie per esposizioni personali o progetti urbani. Una nuova umanità di metallo che richiama l’immaginario di un’intera generazione e si configura come una riflessione sull’esistenza da un inedito punto di vista.

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SHAKA

//FRANCIA//

Neo futurista, Marchal Mithouard, in arte Shaka, nasce nel 1975 e vive e lavora a Parigi. Accanito combattente contro “l’immaterialità”, costruisce anche le sue opere pittoriche e murali con evidente presenza scultorea. Colorate e organiche, le immagini si compongono di frammenti, trucioli, schegge visuali “calamitate” verso il cuore dei personaggi, realizzati con ironica irriverenza. Ha esposto in gallerie in Francia e all’estero, sperimentando con successo le diverse tecniche. Per la prima volta in Italia, è stato ospite di Memorie Urbane 2015.

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STEIN

//NORVEGIA//

Stencil artist, Stein vive e lavora nel nord della Norvegia. Urban artist della prima ora, ha cominciato a diffondere i suoi disegni in giro per l’Europa privilegiando ambienti urbani abbandonati e case in decadenza. Con un linguaggio visivo sintetico e giocato sul bianco della luce e nero dell’ombra, l’artista ha lavorato sui temi dell’illegalità, dell’anonimato e dell’irriverenza. Ha collaborato con diversi artisti e disseminato le sue opere sui muri e sul web. Prima volta in Italia, è stato ospite di Memorie Urbane.

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TONO CRUZ

//ITALIA//

Las Palmas de Gran Canaria, Spagna. Laureato in Pedagogia sociale a Barcellona e autodidatta nell’arte, ha realizzato progetti in diverse latitudini, dall’africa all’America del sud, dall’Europa all’Asia. Il suo lavoro si concentra intorno al linguaggio dell’umana realtà, in tutte le sue sfaccettature. La figurazione come elemento principale, per trasmettere idee e comunicare, le opere per invitare a riflettere e investigare sulle diverse realtà che ci circondano. Le anomalie dei colori, che a volte appaiono nelle sue opere, funzionano come contrasto e richiamano alla speranza e al cambiamento.

VESOD

//ITALIA//

Vesod nasce a Torino nel 1981, vive e lavora a Venaria Reale. Figlio d’arte, suo padre è il pittore surrealista Dovilio Breso, entra nell’ambiente urderground dei graffiti fin dagli anni ’90, iniziando un personale progetto di ricerca linguistica, parallelo alla formazione universitaria in ambito scientifico. Fonde realismo e geometria lavorando sul concetto relativo di tempo, sui punti di vista multipli e sulle sfaccettature della luce riflessa nell’aria e all’interno dei colori. Fondatore nel 2010 del seguitissimo blog Graffuturism, molto attesa è stata la sua partecipazione all’edizione 2015 di Memorie Urbane.

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